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Portieri 2.0: il condominio cambia volto con i nuovi compiti

Negli ultimi anni il mondo condominiale è cambiato più velocemente di quanto chiunque potesse immaginare. Non parliamo solo delle assemblee online, delle nuove responsabilità degli amministratori o dell’esplosione degli affitti brevi: oggi a cambiare è perfino il ruolo del portiere condominiale, una figura storica che, secondo alcune interpretazioni e nuove prassi operative, potrebbe diventare un vero e proprio gestore di micro-accoglienza, con compiti che sfiorano la conciergerie professionale.

Una trasformazione che divide chi la vede come una modernizzazione inevitabile, e chi come un passo oltre il limite, soprattutto perché espone il condominio a rischi legali e assicurativi che pochissimi conoscono.

Oggi entriamo a fondo in questo tema, analizzando cosa sta realmente cambiando, cosa può fare un portiere, cosa non può fare, perché gli affitti brevi hanno rivoluzionato i palazzi e quali decisioni dovrebbero prendere i condomini prima di pentirsene.

La trasformazione verso nuove mansioni

Per decenni il portiere è stato il simbolo della quotidianità condivisa: tutela del palazzo, ricezione della posta, controllo degli accessi, supporto ai condomini anziani, sorveglianza delle aree comuni. Oggi, però, l’evoluzione del condominio e dei modelli abitativi spinge verso nuove funzioni, tra cui:

  • gestione dei pacchi e delle consegne
  • controllo accessi digitali
  • supporto in operazioni di manutenzione programmata
  • interfaccia con imprese e tecnici
  • vigilanza smart con videocamere e strumenti digitali
  • check-in e check-out per affitti brevi

Quest’ultimo punto è il vero terreno di scontro.

Affitti brevi: perché mettono sotto pressione i portieri

L’arrivo degli affitti brevi ha cambiato la vita dei palazzi italiani. Alcuni dati:

  • oltre 700 mila case sono oggi dedicate a Airbnb, Booking e simili
  • la mobilità turistica genera un continuo flusso di sconosciuti nei palazzi
  • molti proprietari delegano tutto: chiavi, consegne, informazioni, check-in notturni, gestione problemi

Ed è qui che entra in gioco il portiere condominiale.

Molti proprietari chiedono al portiere di:

  • consegnare le chiavi agli ospiti
  • verificare i documenti
  • accompagnare le persone all’alloggio
  • segnalare eventuali disagi
  • risolvere micro-problemi (luci, consumi, accesso Wi-Fi…)

Ma è davvero possibile?

Il portiere può fare il check-in negli affitti brevi?

La legge non lo vieta, ma il condominio deve autorizzare

Il portiere non può assumersi compiti che:

  • non sono previsti dal suo contratto
  • non sono autorizzati dall’assemblea condominiale
  • incrementano la responsabilità civile del condominio
  • modificano la natura del suo ruolo

Il rischio?
Che il condominio si ritrovi responsabile — e quindi economicamente esposto — per danni o problemi causati durante la gestione degli ospiti.

Esempi reali:

  • smarrimento delle chiavi
  • consegna a persona sbagliata
  • accesso non autorizzato di estranei
  • furto in appartamento
  • lite tra ospiti e portiere
  • lesioni o incidenti durante l’accompagnamento

In tutti questi casi, il condominio può essere considerato corresponsabile.

La regola è semplice: il portiere non può diventare un addetto turistico senza delibera assembleare, aggiornamento assicurativo e integrazione contrattuale.

I rischi sono molto più alti di quanto si pensi

Quando il portiere entra nel mondo degli affitti brevi, si aprono problemi concreti:

1. Responsabilità civile del condominio

Se il portiere commette un errore, la responsabilità ricade sul datore di lavoro: il condominio.

2. Coperture assicurative insufficienti

La polizza RC del condominio spesso non copre attività legate agli affitti brevi.

3. Possibili sanzioni sugli adempimenti turistici

Consegna documenti, comunicazioni alla questura, imposta di soggiorno: tutti compiti che il portiere non può gestire senza specifica nomina.

4. Conflitti tra condomini

I residenti spesso non gradiscono un via vai continuo di turisti.

5. Sfruttamento della figura del portiere

Molti portieri denunciano carichi di lavoro fuori scala, senza compenso aggiuntivo.

Quando invece il portiere può aiutare davvero: il modello “conciergerie”

Se il condominio vuole evolvere, si può fare — ma con metodo.

Ecco come funziona nei palazzi moderni:

  • l’assemblea approva un servizio di conciergerie condominiale
  • viene stipulata una polizza RC apposita
  • vengono definiti orari, mansioni e limiti
  • il portiere riceve una formazione adeguata
  • viene stabilito un extra compenso pagato dai proprietari che affittano
  • il condominio si dota di registro accessi e protocolli

È ciò che molte città europee usano da anni, come Parigi, Bruxelles, Amsterdam.

In Italia siamo in ritardo, ma il mercato ci sta spingendo in quella direzione.

Regole condominiali: cosa deve decidere l’assemblea

L’assemblea deve pronunciarsi su:

  • autorizzazione al portiere per nuovi compiti
  • limiti operativi
  • responsabilità e protocolli
  • compensi extra e chi li paga
  • aggiornamento del regolamento condominiale
  • revisione della polizza assicurativa
  • controllo accessi degli ospiti

Senza queste delibere, il portiere deve attenersi alle mansioni contrattuali tradizionali.

Quanto costa avere un portiere “2.0”

I costi possono variare, ma ecco gli scenari più comuni:

Portiere tradizionale

costo invariato

Portiere con funzioni aggiuntive

  • 10 / 20% sul costo annuale

Servizio conciergerie condominiale “europeo”

  • 25 / 40% di aumento, ma solo per i proprietari che affittano a breve

È ingiusto far pagare tutti per attività legate a un business privato.

I casi di conflitto più frequenti

Ecco cosa succede nei palazzi dove la situazione sfugge di mano:

  • il portiere litiga con gli ospiti
  • gli ospiti entrano fuori orario
  • i condomini scoprono estranei nei pianerottoli
  • si perde il controllo delle chiavi
  • arrivano multe per mancata comunicazione alla questura
  • i portieri vengono accusati di non fare il loro lavoro

Molti di questi casi finiscono in tribunale: basta leggere le cronache dei recenti anni.

Come evitare il caos: la soluzione semplice

La ricetta è una sola:

-Regole chiare

Non lasciate tutto al caso.

Mansioni definite

Il portiere non deve inventarsi procedure.

Extra compensi a carico di chi affitta

Chi guadagna deve contribuire.

Formazione professionale

Check-in, documenti, sicurezza, privacy.

Responsabilità distribuite

Il condominio controlla, l’amministratore coordina, il portiere esegue.

Evoluzione sì, improvvisazione no

Il condominio italiano è un microcosmo fragile.
Portieri, amministratori, condomini, servizi: tutto deve funzionare come un ingranaggio preciso.

Il portiere può diventare un valore aggiunto?
Assolutamente sì.
Ma solo se le regole sono chiare, le responsabilità definite e le attività retribuite correttamente.

Gli affitti brevi sono qui per restare: ignorarli non serve.
Organizzarsi sì.

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