Nel condominio, la rumorosità può diventare fonte di dissapori e controversie, soprattutto quando i rumori provengono da attività commerciali situate al piano terra, come bar, ristoranti, pub, laboratori o altri locali, che possono generare immissioni sonore legate alla normale attività, quali musica, vociare, movimentazione delle merci, impianti, carico e scarico o apertura e chiusura di porte e serrande.
Quando tali rumori risultano frequenti o particolarmente invasivi, possono incidere sulla vivibilità degli appartamenti sovrastanti o confinanti.
Un primo riferimento è il Regolamento condominiale, che può prevedere specifiche fasce orarie dedicate alla quiete e al riposo e stabilire eventuali limitazioni alle attività rumorose: gli orari possono variare da condominio a condominio e devono quindi essere verificati caso per caso, anche quando l’attività viene svolta all’interno di un’unità immobiliare a uso commerciale.
Limite della normale tollerabilità
L’articolo 844 del Codice civile disciplina le immissioni provenienti dal fondo vicino, stabilendo il principio della normale tollerabilità: non ogni rumore costituisce però un illecito, ma le immissioni che superano tale soglia possono essere contestate e, nei casi previsti, limitate o fatte cessare.
La valutazione dipende dalle caratteristiche concrete del caso, dalla natura dei luoghi, dalla frequenza e dall’intensità dei rumori. Va inoltre distinta la normale tollerabilità civilistica dai limiti previsti dalla normativa sull’inquinamento acustico.
Quando si può parlare di presunto inquinamento acustico
Quando il rumore proviene da un’attività commerciale, può essere opportuno verificare anche il rispetto dei limiti stabiliti dalla normativa sull’inquinamento acustico.
La Legge in materia, attribuisce ai Comuni specifiche competenze in materia di controllo dell’inquinamento acustico, mentre ARPA, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, per esempio svolge attività di supporto tecnico alle amministrazioni.
Esposto al Comune e intervento di ARPA
Una possibile strada per approfondire una situazione di presunto inquinamento acustico consiste nella presentazione di un esposto all’ufficio comunale competente.
A seconda dell’organizzazione del territorio, la segnalazione può essere indirizzata agli uffici comunali che si occupano di ambiente, inquinamento acustico o attività produttive.
Il Comune può quindi attivare, quando ne ricorrano i presupposti, il supporto dell’ARPA territorialmente competente.
In Lombardia, ad esempio, ARPA Lombardia, è l’ente pubblico che svolge attività di supporto tecnico ai Comuni attraverso accertamenti e misurazioni fonometriche finalizzati a verificare il rispetto dei limiti acustici.
La questione, quindi, non dovrebbe essere affrontata soltanto sulla base della percezione soggettiva del rumore.
In presenza di un problema persistente, è possibile chiedere che vengano effettuati specifici accertamenti tecnici.
I rilievi fonometrici
Il rilievo fonometrico consente di trasformare una lamentela relativa al rumore in un accertamento tecnico.
Le misurazioni vengono effettuate secondo specifiche metodologie e i risultati vengono successivamente confrontati con i limiti applicabili alla situazione concreta.
Al termine degli accertamenti viene predisposta una relazione tecnica nella quale possono essere evidenziati eventuali superamenti dei valori consentiti oppure il rispetto dei limiti previsti.
Questo passaggio è particolarmente importante perché consente di distinguere un rumore semplicemente percepito come fastidioso da una situazione che presenta effettivamente profili di non conformità rispetto alla normativa acustica.
E se viene accertato il superamento dei limiti?
L’accertamento di un superamento non significa automaticamente che l’attività debba essere chiusa.
A seconda delle caratteristiche della situazione e dei provvedimenti adottabili, possono essere richiesti interventi di bonifica o di mitigazione acustica, modifiche agli impianti, interventi di insonorizzazione oppure specifiche modalità di esercizio dell’attività.
L’obiettivo iniziale è infatti quello di eliminare o ridurre le emissioni sonore e riportarle entro i limiti previsti.
Qualora la situazione non venga risolta o sussistano i presupposti previsti dalla normativa, possono però essere adottati anche provvedimenti più incisivi.
Dalle prescrizioni alle limitazioni dell’attività
La normativa sull’inquinamento acustico consente, nei casi previsti dalla legge, all’autorità competente di adottare ordinanze per contenere o ridurre le emissioni sonore, imponendo al gestore specifiche prescrizioni, interventi di bonifica o limitazioni alle attività rumorose in determinate fasce orarie.
Si tratta di provvedimenti adottati sulla base degli accertamenti effettuati e dei presupposti di legge, con l’obiettivo non necessariamente di interrompere l’attività commerciale, ma di ricondurre le emissioni sonore a condizioni compatibili con la quiete e la tutela dell’ambiente.
Il consiglio pratico: il rumore va documentato
Prima di arrivare a un esposto, è utile documentare gli episodi, indicando giorno, orario, durata, tipologia e frequenza del rumore e, se possibile, le persone che hanno percepito il disturbo. Se il problema coinvolge più condomini, le segnalazioni possono essere raccolte e documentate, ricordando però che la pluralità delle lamentele non dimostra automaticamente il superamento dei limiti acustici, che richiede specifici accertamenti tecnici.
Il fatto che un’attività commerciale sia regolarmente autorizzata non significa che possa produrre rumori senza limiti, così come non ogni rumore costituisce automaticamente un illecito.
Per questo è importante passare dalle percezioni agli accertamenti e, quando necessario, ricorrere a strumenti come il rispetto del regolamento, il dialogo con il gestore, interventi di insonorizzazione, bonifiche acustiche e accertamenti fonometrici.
L’obiettivo dovrebbe essere trovare un equilibrio tra la prosecuzione dell’attività e il diritto dei residenti alla quiete, partendo sempre dalla verifica del rumore effettivamente prodotto e dei limiti applicabili al caso concreto.
Il ruolo dell’amministratore
Anche l’amministratore di condominio può avere un ruolo importante nella gestione di queste situazioni.
Può verificare il contenuto del Regolamento condominiale, raccogliere le segnalazioni dei residenti, richiamare formalmente il proprietario dell’unità immobiliare e, quando necessario, il gestore dell’attività al rispetto delle disposizioni applicabili.
Può inoltre portare la questione all’attenzione dell’assemblea quando il problema coinvolga interessi comuni o parti condominiali e provvedere, in caso di richiesta, a dare impulso alle relative pratiche interfacciandosi con il Comune.
Non spetta invece all’amministratore sostituirsi agli enti competenti nell’effettuazione delle misurazioni fonometriche. Quando emerge un possibile problema di inquinamento acustico, è quindi importante indirizzare la questione verso gli uffici pubblici competenti affinché possano essere effettuati gli accertamenti necessari.
Ilaria Giustini