Nel corso delle ultime giornate della Fiera di Varese 2026, lo spazio espositivo di Benvenuti in Condominio è stato teatro di importanti incontri dedicati non solo alla gestione immobiliare, ma anche al tessuto sociale e umano che anima i nostri edifici. Tra le voci più autorevoli intervenute al microfono c’è quella di Anna Marsella, presidente di Anemos Italia, associazione da anni in prima linea nella prevenzione e nel contrasto al bullismo, al cyberbullismo e alla violenza di genere.
Un’intervista intensa che mette al centro un concetto fondamentale: il condominio non è solo un insieme di mattoni e tabelle millesimali, ma un vero e proprio microcosmo sociale dove promuovere la cultura del rispetto, dell’ascolto e della tutela reciproca.
Il condominio come sentinella di comunità
Spesso le situazioni di disagio, i conflitti domestici o le criticità sociali si consumano proprio tra le mura domestiche e nei pianerottoli dei nostri palazzi. Come sottolineato da Anna Marsella, la collaborazione tra Anemos Italia, Benvenuti in Condominio e Camera Condominiale nasce proprio dalla volontà di portare la prevenzione e la sensibilizzazione direttamente dentro le case delle persone.
Il condominio diventa così una comunità coesa, capace di riconoscere i segnali d’allarme — non solo la violenza fisica, ma anche quella psicologica ed economica — offrendo un supporto concreto e diffondendo una cultura della legalità che parte dai rapporti di vicinato.
Dalla scuola alle famiglie: il valore del Premio Anemos e la nuova edizione
Nel corso dell’intervista è stato tracciato anche il bilancio delle attività associative e annunciate importanti novità per il futuro. Il celebre Premio Anemos, giunto alla sua quinta edizione, si evolve trasformandosi in un progetto strutturato su base annuale.
Il riconoscimento viene assegnato ogni anno ai professionisti che si distinguono nella prevenzione sul territorio, affiancato da un importante riconoscimento civico dedicato a quelle famiglie che, pur colpite da lutti o tragedie legate alla violenza, hanno saputo trasformare il proprio dolore in una forza attiva per educare le nuove generazioni.
Proprio ai giovani e alle scuole è rivolto il cuore del nuovo programma: educare i ragazzi significa gettare le basi per costruire comunità future più sicure, consapevoli e libere da ogni forma di prevaricazione.
Fare rete contro ogni forma di violenza
L’intervento si è chiuso con una riflessione condivisa sulla necessità di non voltarsi dall’altra parte. La violenza — in tutte le sue sfaccettature (fisica, psicologica, economica e assistita) — riguarda l’intera collettività. Fare rete, unire le forze tra testate giornalistiche, associazioni e cittadini è l’unico modo per trasformare il condominio in un luogo sicuro in cui vivere, crescere e sentirsi protetti.
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Redazione
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