In breve. La sostituzione dei ripartitori non dipende soltanto dall’età del dispositivo. Occorre verificare funzionamento, compatibilità con l’impianto e obblighi di lettura da remoto, con una valutazione tecnica documentata.
Ripartitori dopo dieci anni: vanno cambiati?
Dieci anni non sono, da soli, una scadenza legale universale. Controllare modello, batteria, indicazioni del produttore e affidabilità delle letture. Il tecnico può chiarire se serva sostituzione, adeguamento o una diversa soluzione.
La lettura da remoto e il 2027
L’art. 9, comma 5-bis, del D.lgs. 102/2014, introdotto dal D.lgs. 73/2020, prevede sistemi leggibili da remoto per le nuove installazioni successive al 25 ottobre 2020 e l’adeguamento dei sistemi contemplati entro il 1° gennaio 2027, ferme le condizioni di fattibilità tecnica ed efficienza dei costi. Occorre verificare quali dispositivi del proprio impianto rientrino nella disposizione.
Cosa chiedere prima della delibera
Una relazione sullo stato dei dispositivi e sulle opzioni tecniche, preventivi comparabili e indicazioni su compatibilità, installazione, letture, manutenzione e costi ricorrenti. La necessità dell’intervento e le regole di approvazione vanno valutate sul progetto concreto.
Chi paga e quanto costa
La risposta dipende dal tipo di intervento, dall’impianto e dal criterio di riparto applicabile. Non ogni costo può essere attribuito automaticamente al singolo o sempre ai millesimi. Chiedere un preventivo che separi apparecchi, posa, servizio di lettura e manutenzione.
Le domande utili per il tecnico
Il sistema attuale è già leggibile da remoto? Può essere adeguato? Quali documenti giustificano eventuali esclusioni? La sostituzione riguarda tutti i dispositivi oppure solo quelli guasti? Come saranno verificate le letture?
Aggiornamento delle fonti
Sono stati rimossi i richiami non verificati a una “UNI 10200:2023”, le fasce di prezzo prive di fonte e le conclusioni automatiche su sanzioni e validità delle delibere.
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Redazione































